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Monterossi: una Milano in bilico tra storia e modernità al centro della serie crime con Fabrizio Bentivoglio

21-01-2022

In programmazione su Prime Video, Monterossi è la serie crime dalle tinte noir che ha come protagonista Fabrizio Bentivoglio nei panni di un autore televisivo disilluso che deve il suo successo a programmi trash che detesta. Una sera evita la morte per un colpo di fortuna e decide di improvvisarsi detective per scoprire cosa si cela dietro al suo tentato omicidio.

Prodotta da Palomar la serie è tratta dai romanzi Questa non è una canzone d’amore e Di rabbia e di vento di Alessandro Robecchi editi da Sellerio, le cui trame si dipanano in 6 episodi. Nel cast anche Diego Ribon, Donatella Finocchiaro, Martina Sammarco, Luca Nucera, Tommaso Ragno.

“Durante la scelta delle location sapevamo da dove partire, e cioè dalla casa del nostro protagonista – ha dichiarato il regista Roan Johnson – doveva avere una personalità forte e di un tempo passato, ma che vedesse la nuova Milano dalle sue finestre, dando l’impressione che Monterossi quasi fosse assediato in una roccaforte, attorno alla quale la modernità sembra avanzare ogni giorno di più con le sue gru e le luci seducenti. Quel nemico che lo spaventa e lo disorienta (è un testo che non riesce più a decifrare) ma anche che lo sorprende e lo arricchisce ogni volta che gli va incontro”.

Tra i luoghi centrali dei racconti dunque, l’appartamento di Monterossi, in un quartiere della vecchia Milano, destinata inesorabilmente a scomparire: dalle sue finestre si intravede la modernità, rappresentata dai grattacieli della modernissima piazza Gae Aulenti e dalle aree verdi all’avanguardia del complesso residenziale denominato Bosco verticale.

Accentuato dalle note di Bob Dylan, non manca quel velo di malinconia – lo stesso che caratterizza il volto del protagonista – quando la trama tocca alcune tappe storiche del capoluogo lombardo. Le indagini di Monterossi lo portano infatti nella direzione dei Navigli, luogo simbolo della Milano da bere, con le case di ringhiera, ponticelli che collegano i due lati dei canali e le vie laterali fatte di ciottoli. Proprio sul ponte di San Cristoforo, che attraversa il Naviglio Grande, si consuma l’epilogo della vicenda raccontata in Questa non è una storia d’amore, sul finire del terzo episodio.

Il cimitero monumentale, ultima dimora di personaggi illustri come Alessandro Manzoni, Francesco Sforza, Ludovico il Moro e, più recentemente, Eugenio Montale, Luchino Visconti, Enzo Biagi, è invece al centro dell’indagine raccontata negli ultimi tre episodi, Di rabbia e di vento, che ruota attorno al mondo della prostituzione e ad un misterioso tesoro. Il forte senso della giustizia che caratterizza il protagonista lo porterà a ricercare la verità anche se in questo caso non è la sua vita ad essere in pericolo.

(Monica Sardelli)

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