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Donne e audiovisivo in Cina e Italia: cosa è cambiato?

25-05-2022

È stato un panel quasi tutto al femminile quello che si è tenuto presso l’Italian Pavilion al Festival di Cannes in cui si è parlato delle conquiste, le sfide e le prospettive delle donne nell’industria audiovisiva in Cina e in Italia. Donne che durante la pandemia non sono state ferme, ma hanno trovato il modo di continuare il proprio lavoro.

Maria Carolina Terzi (Mad Entertainment) ha raccontato di aver lavorato molto con Anica per capire come il cinema potesse sopravvivere ed il risultato è stato l’accordo con il Ministero della Cultura per girare film in sicurezza. Durante la pandemia è nato lo script di Nostalgia, il film di Mario Martone in concorso a Cannes.

Anche Chiara Sbarigia, presidente di Cinecittà ha lavorato al protocollo di sicurezza, in collaborazione con i sindacati, con i rappresentanti dei lavoratori, con il Ministero della Cultura e la DGCA per ridurre i rischi per le società di produzione durante la pandemia. Il Ministero ha supportato molto l’intera industria, dai produttori agli sviluppatori, sceneggiatori, distributori internazionali, esportatori. Dopo la prima ondata ci si è concentrati sul futuro di Cinecittà, per capire come renderla competitiva: si è lavorato al suo rafforzamento, rinnovamento, come renderla più green, ad una policy per supportare le piccole società di produzione di documentari, a promuovere il cinema italiano.
La pandemia, ha commentato la Sbarigia, ha accelerato alcune tendenze: il cinema non è più separato dall’audiovisivo, i media e l’innovazione tecnologica sono una risorsa economica, che in Italia ha aumentato la competitività. Il mercato italiano è più piccolo di quello cinese, ma vale 2 miliardi di euro ed è uno dei 5 maggiori d’Europa: l’esistenza di molte società è l’unico modo per sviluppare punti di vista differenti. C’è molto da fare per le donne: a Cinecittà si sta cercando di ridurre il gender gap nei differenti profili professionali attraverso la formazione, aprendo alle donne anche quei lavori che sono tradizionalmente considerati maschili.

Peggy Chiao, produttrice e critica cinematografica, ha raccontato di aver esplorato i nuovi media durante la pandemia, producendo serie brevi su TikTok. Ha ricordato come sia cambiato il modo di distribuire film attraverso lo streaming e come l’industria abbia imparato subito a sopravvivere, scoprendo il potere delle piattaforme. Tuttavia, il concentrarsi degli spettatori cinesi sui film domestici ha comportato il rischio di una riduzione dei generi di interesse del pubblico lasciando di conseguenza minore spazio per le donne. Donne che, indipendentemente dalla loro provenienza, faticano a trovare opportunità per rappresentare il loro punto di vista. In Cina alcune donne hanno creato prodotti di valore, ma sfortunatamente rappresentano una quota molto bassa rispetto agli uomini. Per questo Le donne dovrebbero agire come una forza collettiva per ottenere qualcosa e parlare con una voce sola.

Per fortuna, ha concluso Nicola Maccanico, amministratore delegato di Cinecittà, a distanza di secoli, gli uomini iniziano a capire il punto di vista delle donne e non è solo una questione di diritti, ma anche di pari opportunità e capacità di fare le stesse cose.

L’evento Donne e audiovisivo in Cina e Italia – conquiste, sfide e prospettive, organizzato da Cinecittà, è stato introdotto da Roberto Stabile – Responsabile Progetto Cina della DGCA e moderato dalla produttrice Yang Ying.

Hanno partecipato:
Chiara Sbarigia – Presidente Cinecittà
Peggy Chiao – Produttrice e Critica cinematografica
Maria Carolina Terzi – Co-fondatrice e produttrice Mad Entertainment, Produttrice di Nostalgia
Wang Yichun – Regista
Story Chen – regista, sceneggiatrice e produttrice
Ming Dao – attore
Conclusioni: Nicola Maccanico – AD Cinecittà

(Mo.Sa.)