ePrivacy and GPDR Cookie Consent management by TermsFeed Privacy Generator La Valle d’Aosta è un set: le az... | Italy for Movies
Valle D'Aosta, Le otto montagne, Alessandra Miletto, Film Commission Vallée d’Aoste, Film Fund, Graines, Brusson, Val d’Ayas, Consorteria, Paolo Cognetti, Felix van Groeningen, Charlotte Vandermeersch, Premio Strega, Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Filippo Timi, Elena Lietti
Condividi

La Valle d’Aosta è un set: le azioni promosse dalla Film Commission Vallée d’Aoste per la valorizzazione del territorio

22-12-2021

La collaborazione tra cinema e realtà locali sta lasciando eredità positive in Valle d’Aosta, nella prospettiva della restituzione e non dell’uso occasionale di location suggestive: merito dei paesaggi unici, dei borghi caratteristici e del supporto che Film Commission e Regione forniscono alle produzioni. È il caso del film Le otto montagne, una produzione internazionale realizzata da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch che, fin dai primi sopralluoghi, sono stati catturati dalla bellezza della regione e dall’accoglienza dei locali e delle istituzioni. Tratto dal libro di Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega nel 2017, edito da Einaudi, il film è interpretato da Luca Marinelli (anche volto di Diabolik dei Manetti Bros girato in parte a Courmayeur), Alessandro Borghi, Filippo Timi ed Elena Lietti.

“Come Film Commission Vallée d’Aoste – spiega la direttrice Alessandra Miletto – uno dei nostri compiti è cercare di attirare nella nostra regione il più alto numero di produzioni audiovisive; ciò perché ogni produzione che gira sul nostro sul territorio porta grande visibilità e benefici a vario livello: promozionale, economico, culturale, occupazionale. Lo facciamo fornendo una efficace assistenza logistica e attraverso il sostegno economico del nostro Film Fund, in una percentuale che è determinata dalla spesa che la produzione effettua sul territorio. Nel caso del film Le otto montagne il territorio assume un ruolo di personaggio, fondamentale ai fini della narrazione e rappresentato con estrema fedeltà, con il chiaro intento di restituire la cultura e il paesaggio montano della Valle rimanendo il più possibile aderenti alla realtà e all’atmosfera dei luoghi. Un legame che si è esteso anche ad azioni tangibili e durature che rimarranno a beneficio di tutta la comunità”.

Le otto montagne è stato girato per buona parte a Graines, frazione del comune di Brusson (Val d’Ayas) e nel suo Museo. L’edificio è un affascinante esempio di cultura materiale che, tra i suoi spazi, conserva la latteria e la piccola scuola. La produzione si è inserita nel progetto di riqualificazione e consolidamento presentato dalla Consorteria a cui appartiene il Museo. Le Consorterie, o domini collettivi, sono una forma di proprietà comunitaria tradizionale diffusa in tutte le Alpi, ma particolarmente sentita in Valle d’Aosta, che si prendono cura dei beni comuni – pascoli, boschi, acque, sentieri, edifici destinati a un uso pubblico come la scuola – garantendone il godimento esclusivo alle comunità di riferimento. In cambio dell’uso degli spazi, la produzione ha fatto realizzare interventi di consolidamento e di restauro, eseguiti nel rispetto delle norme di tutela paesaggistica e impiegando artigiani e ditte locali, gli unici in grado di operare nel rispetto della tradizione.

(Mo.Sa)

News correlate

Tutte le news