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'Reflet dans un diamant mort', set in Liguria per lo spy-movie con Fabio Testi

18-02-2025 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 4 minuti

BERLINO - Un’opera che esplora la natura sfuggente della realtà, la potenza dei ricordi, l’influenza del passato sul presente il film in Concorso alla Berlinale Reflet dans un diamant mort, della coppia di registi Hélène Cattet e Bruno Forzani. Una pellicola piena di omaggi cinefili all’estetica e all’immaginario degli Anni’ 60, che utilizza elementi tipici del thriller psicologico e del cinema noir di quel periodo mentre accompagna lo spettatore in Costa Azzurra, dove vive, solitario, in un hotel di lusso il settantenne John D, una ex spia. Quando l’affascinante donna della stanza accanto scompare senza lasciare alcuna traccia, l’evento scatena in lui una serie di associazioni mentali che lo portano alla sua epoca d’oro negli Anni ’60, quando era una spia brillante e apprezzata. I ricordi lo costringono a confrontarsi con i demoni del passato e a interrogarsi sulla propria sanità mentale, mentre la trama narrativa avanza attraverso un intreccio di ricordi, follia e riferimenti cinematografici, in cui i confini tra realtà e immaginazione si fanno sempre più labili. In un’atmosfera fumettistica, sospesa e onirica, che pare riflettere lo stato interiore del protagonista.

Nel cast, a interpretare il ruolo dell'affascinante protagonista attorno a cui ruota la storia, l’attore italiano Fabio Testi, con all’attivo oltre cento film ma per la prima volta al Festival di Berlino, perfetta rappresentazione dell’epoca cinematografica a cui il film rende affettuoso omaggio.

“Non mi era mai capitato d lavorare su un set come questo – dice - con una preparazione così capillare , in cui ogni singola scena ha diverse inquadrature e prevede un suo personale storyboard. Inoltre, sono stato anche a Bruxelles per il doppiaggio e ho passato un’intera giornata a doppiare il respiro del personaggio. Un uomo gentile mi diceva: respira con la bocca aperta, con la bocca chiusa, a metà e metà. Tutto questo per un’intera giornata”.

Ambientato in Costa Azzurra, girato in Liguria

La trama del film è ambientata principalmente sulla Costa Azzurra, un luogo scelto a rappresentare il lusso e la decadenza, simbolo di un passato glorioso ormai svanito, come spiega Hélène Cattet: "La Costa Azzurra è un luogo di illusioni e di apparenze, che la rendono un'ambientazione ideale. Negli Anni '60, le pellicole Eurospy e altri B-movie italiani utilizzavano il glamour e il lusso della Costa Azzurra per far sognare il pubblico e dare prestigio alle loro trame. Bruno è originario di lì e questo film è stato anche un modo per rivisitare luoghi che conosciamo e integrarli nel nostro immaginario. La Costa Azzurra è uno dei protagonisti del film e la trama è stata scritta pensando ad essa".

Nonostante, però, l'esplicita ambientazione della trama, parte significativa delle riprese si è svolta, invece, in Liguria. Coinvolte le città di Ventimiglia, Sanremo, Genova e Santa Margherita Ligure. Le riprese, durate circa un mese, sono state realizzate con l’assistenza della Genova Liguria Film Commission, che ha supportato la produzione nella selezione delle location e nella logistica.

La partecipazione italiana nella coproduzione del film

La produzione di “Reflet dans un Diamant Mort” è frutto di una coproduzione internazionale che coinvolge Belgio, Lussemburgo, Francia e Italia. Per l’Italia, la casa di produzione Dandy Projects ha svolto un ruolo chiave nella realizzazione del film. Il progetto ha beneficiato di un finanziamento di 220.000 euro da parte della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura italiano, assegnato attraverso il Bando per le produzioni minoritarie del 2022.  La distribuzione internazionale del film è affidata alla società italiana True Colours - Glorious Films.