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La Milano futuristica de “Il grande gioco” tra moderni grattacieli e nuovi skyline

21-11-2022

In concomitanza con i mondiali di calcio che si stanno svolgendo in Qatar,  Sky lancia Il grande gioco, serie in 8 episodi, Sky Studios e Èliseo entertainment, prodotta da Luca Barbareschi e diretta da Fabio Resinaro e Nico Marzano.

Protagonista è Francesco Montanari nei panni di Corso Manni, ex star nel mondo dei procuratori calcistici, caduto in disgrazia per un presunto legame con il mondo delle scommesse clandestine; Elena Radonicich è Elena De Gregorio, anche lei procuratrice ed ex moglie di Manni; Giancarlo Giannini interpreta Dino De Gregorio, il padre di Elena, fondatore e CEO dell’agenzia di calciatori più potente in Italia contro cui Corso medita vendetta. Fanno parte del cast anche Lorenzo Cervasio, Jesús Mosquera Bernal, Lorenzo Aloi, Giovanni Crozza Signoris, Vladimir Aleksic.

La serie, che rovista nel mondo della finanza legata al calciomercato, non poteva che essere ambientata tra i grattacieli di ultimissima costruzione e i nuovi skyline di Milano.

Il nuovo skyline di Milano, la zona business di Porta Nuova e dintorni, è sicuramente l’ambientazione dominante e che caratterizza visivamente il look della serie. I moderni palazzi di vetro, che svettano sul panorama come enormi monoliti riflettenti, con la loro brutale arroganza, ci parlano della funzionalità di quello che è di fatto un centro di affari che ospita migliaia di operatori; d’altra parte, l’elegante magnificenza delle architetture, che sembrano voler puntare a toccare il cielo, ci parla di un desiderio di grandiosità e di un’ambizione straordinaria. Come se questi palazzi del business, metaforicamente, volessero mimetizzarsi con lo scenario della vecchia città che si specchia sulle facciate e, allo stesso tempo, non fanno altro che impossessarsene, distorcendolo per inglobarlo. Abbiamo sfruttato il più possibile questo background per contestualizzare e dare credibilità alla vicenda, ponendo i nostri businessmen/women all’interno di questo scenario di grande valore produttivo. Non solo nelle scene ambientate in esterno ma anche nelle numerose scene di rooftop, terrazze e attici. Abbiamo prestato attenzione anche all’aspetto globale che questo mondo ci offre. Montecarlo, Madrid, Parigi, la Costa Smeralda cambiano di volta in volta lo scenario dello scontro tra i nostri protagonisti.
Anche negli interni, prediligiamo una ricerca sui materiali di alto profilo: vetri, marmi, superfici riflettenti, metalli o legni pregiati. Una particolare cura è posta nella ricerca di fondi ad “alta densità”, puliti, ordinati, rigorosi ma pieni. La ricerca degli ambienti sta procedendo con attenzione all’eleganza che in certi casi diventa opulenza, preferendo quelli che offrano i migliori materiali, la maggiore profondità e la possibilità di ricavare immagini composte da più livelli” hanno commentato a proposito delle location i due registi.

Gli arredi di Roberto Sileo, set decorator della serie, dialogano perfettamente con le location scelte e gli adattamenti scenografici, trasformando il tutto con elementi significativi in veri e propri involucri per i protagonisti; una seconda pelle che li rispecchia totalmente. (Pasquale Tricoci e Roberto Sileo a proposito della scenografia).

La tecnologia è infine intervenuta per ricreare la folla di San Siro e Varese: gli attori hanno infatti recitato in stadi vuoti e gli artisti VFX, dopo aver esaminato partite di calcio della serie A, hanno ricreato la folla in 3D facendola interagire in modo naturale, tra sventolii di bandiere e inni dedicati alla squadra del cuore.

(Mo.Sa.)

(Mo.Sa.)

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