Viaggi di Natale: i luoghi del cinema italiano delle feste

In pochi, distanziati e a casa. E con i cinema chiusi. È così che passeremo il Natale ai tempi del coronavirus. Chissà se anche quest’anno, in cui abbiamo imparato il distanziamento sociale, Babbo Natale sarà ospite gradito nelle nostre case la notte più magica dell’anno, se manterrà la tradizione di lasciare doni ai bimbi buoni ricevendo in cambio qualche biscotto e un po’ di latte o se, attenendosi alle disposizioni governative, preferirà restarsene a casa sua in Lapponia.

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Le location

Brunico
Regione: Alto Adige Tipologia: Città Territorio: centro storico, cittadina, montagna, paese
Castel Savoia
Regione: Valle d'Aosta Tipologia: Castello Territorio: montagna
Polignano a Mare
Regione: Puglia Tipologia: Città Territorio: centro storico, cittadina, mare
Sulmona
Regione: Abruzzo Tipologia: Città Territorio: cittadina

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Lago di Braies

A casa di Babbo Natale

Fabio De Luigi con moglie Valentina Lodovini e figli al seguito, nel film 10 giorni con Babbo Natale, quest’anno lo hanno riaccompagnato sino a casa sua in Finlandia, il “signor Natale”, dopo averlo investito con un camper scassato che ha attraversato le valli più belle dell’Alto Adige, tra San Candido, Dobbiaco, Bressanone, Brunico, il lago di Braies e Sesto. Man mano che si sale verso nord la neve aumenta, ma il Natale, si sa, assieme all’amore porta tanto calore.



 
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Castel Savoia – Gressoney-Saint-Jean

Il miracolo di Castel Savoia

Corre l’anno 2012 quando lo stesso goffo De Luigi, al seguito di suoceri e moglie incinta, che questa volta ha le sembianze di Cristiana Capotondi, trascorre il Natale in Valle d’Aosta, in un luogo da fiaba, Gressoney-Saint-Jean, che possiede un castello da fiaba, Castel Savoia, scelto dal regista Alessandro Genovesi perché comunicasse ricchezza ma senza eccessi e volgarità. Non per niente fu residenza estiva di una regina, Margherita di Savoia, che lo fece costruire nei primi del Novecento perché qui aveva un amante. Tante disavventure e il consueto lieto fine natalizio sono gli ingredienti de Il peggior Natale della mia vita.



 
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Polignano a Mare

La natività a Polignano a Mare

Dal nord innevato rotoliamo decisi verso sud e cambiamo atmosfera: in Puglia ci accoglie una soleggiata Polignano che si addobba per le feste natalizie, abbarbicata su uno sperone contornato dal mare color smeraldo che contrasta con gli scorci bianchi del centro storico. Qui vivono Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, mandrillo lui e incinta lei, coppia problematica eppure innamorata, e i loro genitori Michele Placido e Maria Pia Calzone che invece l’amore, mai sopito, se lo son visti negare in gioventù. Per La cena di Natale gli Scagliusi e i loro amici si riuniscono a casa del capofamiglia Don Mimì-Placido, ma sono alquanto agitati. Gli isterismi passano in secondo piano, però, quando l’immancabile miracolo natalizio, benedetto dalla neve, mette tutti a tacere in ammirata contemplazione.



 
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Aldo, Giovanni e Giacomo a Milano

È Natale ovunque tu sia

Natale è sempre Natale... che lo si passi in un locale, memoria dei bei tempi che furono, in casa, come farà la maggior parte di noi quest'anno, o in una stazione di Polizia, come succede ad Aldo, Giovanni e Giacomo, costretti a difendersi dall’accusa di essere niente meno che… La banda dei Babbi Natale. Vari luoghi di Milano raccontano le vite ordinarie dei nostri tre malcapitati: fra tutti, piazza degli Affari, il Museo di Storia Naturale e via Pietro Borsieri dove il trio, lasciandosi indietro i grattacieli illuminati della Stazione Garibaldi, ha un incontro ravvicinato con la pericolosa combriccola ricercata dalla Polizia.



 
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Sulmona

Festività in famiglia

Chiudiamo in bellezza con un classico natalizio: Parenti serpenti. Quattro fratelli trasferitisi tra il centro e il nord Italia con le rispettive famiglie si ritrovano per trascorrere le festività nel paese natio, che ha le strade e le piazze abruzzesi di Sulmona (e le tradizioni di Lanciano), dove vivono ancora i genitori anziani. Proviamo ad immaginarcelo ambientato nel 2020: i poveri vecchietti sarebbero rimasti da soli per le feste con i figli lontani, niente baci e abbracci, niente ricordi, pettegolezzi, ipocrisie e malignità, nessuna messa di mezzanotte e (sarebbe stato un male?) niente finale… col botto. No, la graffiante commedia nera immaginata da Monicelli racconta un Natale cinico e allo stesso tempo affollato e festaiolo. Nessuna favola né lieto fine. Un Natale vero insomma, quello in cui tutti noi ci immergiamo e identifichiamo da sempre.



 
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