Penisola del Sinis

Provincia di Oristano, 09072, Sardegna, Italia

Descrizione

Un lembo di Sardegna che infonde la sensazione di continuità fra terra e mare. Nell’area protetta della penisola del Sinis e dell’isola di Mal di Ventre, istituita nel 1997 ed estesa circa 26 mila ettari nel territorio di Cabras, un variopinto campionario di ambienti terresti e lacustri degradano dolcemente verso spiagge e scogliere. A sud, la fascia costiera parte dal promontorio di Capo san Marco, si sviluppa con le rocce e la sabbia morbida di san Giovanni di Sinis e la sabbia quarzosa di Mari Ermi, Is Arutas e Maimoni, fino alle falesie di su Tingiosu. Poco sotto Capo Mannu, limite a nord, troverai le Saline e la spiaggia di Putzu Idu. I granuli di quarzo delle ‘perle costiere’ sono originati dal disfacimento delle rocce: una storia iniziata 600 milioni di anni fa a Mal di Ventre. L’isola, insieme allo scoglio del Catalano, collegati da un tavolato granitico colorato dal corallo, sono un ‘santuario della natura’, dove nidificano volatili marini e vivono tartarughe e cetacei. Fondali sabbiosi e praterie di posidonia sono popolati da pesci, molluschi e crostacei: paesaggi sommersi ideali per snorkeling e fotografia subacquea, anche grazie alla presenza di relitti di ogni epoca: navi romane, spagnole e del XX secolo, tra cui un’oneraria di 36 metri affondata tra 80 e 50 a.C. con duemila lingotti di piombo.

Nelle zone ‘aperte’ sono consentite navigazione e immersioni. Nell’immediato entroterra le dune di sabbia lasciano spazio agli stagni di Cabras, ecosistema palustre tra i più grandi e produttivi d’Europa, popolato da fenicotteri rosa. Il Sinis, grazie al maestrale, è ideale anche per kyte e wind surf tutto l’anno. 

Nell’estremità meridionale  del Sinis si trova Tharros: fu villaggio nuragico, colonia fenicia, porto cartaginese, città in età romana, capoluogo in età bizantina e, infine, prima capitale del giudicato d’Arborea. Nel museo di Cabras una delle scoperte archeologiche più straordinarie: le statue dei Giganti di Mont’e Prama (VIII secolo a.C). Da visitare anche l’ipogeo di san Salvatore, meta da sempre di una singolare processione a inizio settembre: la Corsa degli Scalzi, una delle feste più suggestive dell’Isola.

Specifiche tecniche

  • Acqua

  • Energia Elettrica

  • Accesso

    Strada asfaltata, Raggiungibile con mezzi di grandi dimensioni, Raggiungibile in auto, Raggiungibile con mezzi fuoristrada, Raggiungibile a piedi, Accesso con imbarcazione
Film girati in questa location
Contatti

Fondazione Sardegna Film Commission

Via Malta 63 — 09124 Cagliari
Telefono: +39 070 2041961
Link utili
Note

Vedi anche:

Sito archeologico di Tharros

Villaggio di San Salvatore

Pozzo di Santa Cristina

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